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Startup ha sviluppato un test diagnostico Covid-19 basato sul lievito di birra

Publicado em 30 janeiro 2021

Bio in Food è una startup che ha sede presso l’Università di Campinas nello Stato di San Paolo, in Brasile, sostenuta dal Programma di Ricerca Innovativa nelle Piccole Imprese (Pipe) della Fapesp (Fondazione statale di sostegno alla ricerca di San Paolo), sta sviluppando un test diagnostico rapido per il coronavirus Covid-19 basato su una domanda di brevetto presentata dagli studenti del Laboratorio di Genomica e Bioenergia dell’Università di Campinas.

Gleidson Silva Teixeira, uno dei partner di Bio in Food, ha studiato con il professor Gonçalo Amarante Guimarães Pereira, guida uno dei laboratori dell’Istituto di Biologia dell’Università di Campinas dove è nata l’idea, ha detto:

«Il test si basa su un biosensore costituito da un lievito di birra geneticamente modificato (Saccharomyces cerevisiae), cambia colore se il recettore umano ACE2 espresso dalla membrana del lievito si lega alla glicoproteina spike presente sulla superficie esterna del virus. La presenza del virus quando avviene questa interazione è segnalata da un colore verde fluorescente che può essere facilmente rilevato dalle attrezzature che si trovano tipicamente nei laboratori di analisi cliniche».

Il nuovo test secondo le aspettative dei ricercatori sarà più veloce e più economico del test molecolare (RT-PCR) considerando il basso costo del lievito di birra, l’input principale; altra importante differenza è che probabilmente userà la saliva. Il fatto di non essere invasivo è un vantaggio per i test diagnostici, molte persone provano un intenso disagio quando si sottopongono alla raccolta dei loro campioni biologici tramite tampone nasale.

La sensibilità del test dovrebbe essere alta, ciò significa che sarà in grado di rilevare il coronavirus Covid-19 solo pochi giorni dopo l’infezione. Gleidson Silva Teixeira ha detto:

«Abbiamo in programma di far emettere al lievito di birra una luce rossa, che sarà più facile da identificare, in questo caso, chiunque sarà perfettamente in grado di utilizzare il test, anche a casa».

Gli scienziati della startup una volta che l’ipotesi di lavoro formulata nei laboratori dell’Università di Campinas è stata completamente convalidata, si aspettano che il test sia portato sul mercato e liberamente disponibile per l’acquisto durante la prima metà del 2021.

Gleidson Silva Teixeira ha detto:

«Il progetto è anche sostenuto da Finep l’agenzia per l’innovazione del governo brasiliano, deve essere sviluppato rapidamente perché non possiamo perdere l’opportunità di aiutare a combattere la pandemia».

L’idea di sviluppare un dispositivo progettato per combattere il coronavirus Covid-19 è nata da un Bando emesso dal Fapesp quando la pandemia è arrivata in Brasile (nel marzo 2020), ha invitato i ricercatori dello Stato di São Paulo a presentare proposte per soluzioni creative in questa direzione.

Gleidson Silva Teixeira ha detto:

«Il segreto, in questo caso, è la modifica genetica del lievito di birra, siamo fiduciosi che la nostra idea funzionerà e il biosensore che stiamo realizzando emetterà un segnale totalmente affidabile».

Pane e birra

L’innovazione coinvolta nel test diagnostico per il coronavirus Covid-19 è scaturita da una tecnologia acquisita in precedenza da Bio in Food. La startup – secondo uno dei suoi proprietari -, offre una piattaforma biotecnologica basata su “Saccharomyces cerevisiae”, un microrganismo versatile ampiamente utilizzato nella Biofabbrica (dove si allevano insetti e acari da utilizzare nel sistema di difesa fitosanitaria, sostituendo la lotta chimica agli insetti dannosi con quella biologica). La forma di difesa trova impiego sia in agricoltura (orticoltura, frutticoltura, foreste) sia nelle aree urbane (lotta contro le larve di zanzara). Acidi organici, aminoacidi, enzimi e proteine terapeutiche sono alcuni degli output della piattaforma.

Gleidson Silva Teixeira in conclusione ha detto:

«Nel caso specifico della tecnologia utilizzata per sviluppare il test per il coronavirus Covid-19, in futuro vogliamo adattare la piattaforma anche per altri tipi di malattie. Bio in Food ha sviluppato anche lieviti personalizzati per l’uso da parte di panetterie e birrerie per soddisfare i gusti dei consumatori. Abbiamo diverse soluzioni basate sul lievito. I lieviti sono microrganismi ben noti. Possono anche essere usati nei mangimi».